Penso che questo periodo di clausura possa essere un buon momento per riflettere sul posto che la tecnologia digitale ha nella nostra vita famigliare, ma non solo. Vorrei che queste brevi chiacchierate vi incuriosiscano e vi diano spunti per conoscere, approfondire e mettere in pratica le idee di Maria Montessori, di cui magari avete solo sentito parlare.
Gli argomenti, che si susseguiranno a scadenza irregolare, sono:
L’avrete sentita la battuta che gira in rete: “Quarantena giorno 10: ho incontrato dei tizi che dicono di essere la mia famiglia, sembrano brave persone…”. Certo, stare chiusi in casa può essere pesante soprattutto per chi ha figli piccoli, ma può anche essere l’occasione per approfondire temi su cui non abbiamo mai tempo per riflettere. E soprattutto per stare con i figli.
Iniziamo a parlare di tecnologia in famiglia. Qual è il primo passo che dobbiamo fare? Porre limiti? Vietare? No. Il primo passo è diventare consapevoli di come ci poniamo noi adulti nei confronti della tecnologia.
Richard Feynman, premio Nobel per la fisica nel 1965, racconta un aneddoto che mi ha colpito per due motivi: primo, ci dà un suggerimento per questi giorni di convivenza forzata con i figli. I bambini non sono adulti in miniatura e nemmeno degli incapaci. Raccontiamogli la realtà, che è più ricca di qualsiasi fiaba. Il secondo motivo è che lo stesso concetto l'ho trovato negli scritti di Maria Montessori. Coincidenza? No. Sono scienziati entrambi.
Allarghiamo gli orizzonti. La tecnologia sotto qualsiasi forma non è la risposta ultima ai bisogni dei nostri figli nei riguardi del futuro. Io, che lavoro in mezzo a tecnologie all'avanguardia e aiuto scienziati e ricercatori, vedo quali caratteristiche del carattere sono fondamentali per il futuro.
Possiamo viaggiare nell'universo senza muoverci dal nostro tavolo? Sì che possiamo! Usando immaginazione, conoscenze scientifiche e quello che è più importante, le connessioni e interrelazioni fra tutto quello che ci circonda. Viaggeremo in compagnia dell'astronomo Michel Cassé e di Richard Feynman che ci ricorda che la natura non sa che la spezziamo in biologia, geologia, fisica e così via. Rimettiamo allora assieme i pezzi e, magari, beviamoci su.
Da che età possiamo dare in mano la tecnologia digitale ai nostri figli? Potremmo semplicemente attenerci alle linee guida prodotte dall'organizzazione mondiale della sanità oppura da quelle dell'associazione pediatri italiani. Ma queste non ci spiegano il perché, mentre vedremo che la motivazione è principalmente neuroscientifica.
Abbiate pazienza, arriverà presto
Mi piacerebbe ricevere i vostri commenti e idee su temi che vi stanno a cuore. Se posso, cercherò di rispondervi con una video-chiacchierata.
Ecco il primo:
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