Mario Valle Web

I benefici e l’influenza dell’educazione Montessori

Dr. Steve Hughes - Zürich - 10 marzo 2015

In queste note voglio raccogliere i punti essenziali della presentazione del Dr. Steve Hughes organizzata dall’Associazione Montessori Schweitz intitolata The benefits and influences of the Montessori education tenuta a Zurigo il 10 marzo 2015.

Per incominciare, uno sguardo sul pubblico.

Alvin Toffler, nel suo libro Lo choc del futuro (Rizzoli 1971)…

…ci ricorda che “Gli analfabeti del ventunesimo secolo non saranno quelli che non sanno leggere e scrivere, ma quelli che non sapranno imparare, disimparare e imparare di nuovo.”

Questa considerazione porta immediatamente a considerare gli effetti dell’insegnamento sullo sviluppo celebrale.

Nell’articolo di Gogtay si vede la maturazione della corteccia celebrale tra i 4 e i 21 anni. Guardate soprattutto i filmati che accompagnano l’articolo: filmato 1, filmato 2, filmato 3 e filmato 4. Si vede come maturano prima le aree motorie (blu significa maturo).

Nitin Gogtay, Jay N. Giedd, Leslie Lusk, Kiralee M. Hayashi, Deanna Greenstein, A. Catherine Vaituzis, Tom F. Nugent III, David H. Herman, Liv S. Clasen, Arthur W. Toga, Judith L. Rapoport, and Paul M. Thompson, Dynamic mapping of human cortical development during childhood through early adulthood, PNAS 2004 101 (21) 8174-8179; published ahead of print May 17, 2004, doi:10.1073/pnas.0402680101

E come risponde la scuola a queste esigenze di sviluppo celebrale?

Una prima classificazione si può fare tra scuole con curriculum altamente strutturato e poco strutturato, e tra scuole dove la maestra dirige o sta in disparte.

Dove si situano le varie scuole? Non è segnato, ma le scuole Montessori sono in basso a destra ovviamente. Per me è stata una sorpresa vedere dove sono collocate le scuole Steineriane (o Waldorf). Ecco un altro interessante argomento per chi chiede delle differenze tra scuole Montessori e Steineriane.

È chiaro che le scuole tradizionali, con il loro focus sui test standardizzati (almeno nel mondo anglosassone) non promuovono assolutamente lo sviluppo celebrale.

Le scuole Montessori hanno un curriculum altamente strutturato, basti vedere questo schema dei materiali da proporre tra i 2.5 e i 6 anni d’età.

Una chiara frase di Maria Montessori sul ruolo della maestra.

“Osservazioni scientifiche hanno stabilito che l’educazione non è ciò che la maestra da; l’educazione è un processo naturale portato avanti naturalmente dall’individuo, ed è acquisita non ascoltando parole ma con esperienze nell’ambiente. Il lavoro dell’insegnante diviene quello di preparare una serie di [attività], distribuite in un ambiente preparato, e evitando ogni interferenza intrusiva”

Un paper fondamentale che lega sviluppo motorio e celebrale.

Adele Diamond, Close correlation of Motor Development and Cognitive development and of the Cerebellum and Prefrontal Cortex, Child Development, 2000, v.71, 44-56.

Un altro paper che rafforza ancor di più l’importanza del moto per la cognizione.

Rodney M. J. Cotterill, Cooperation of the basal ganglia, cerebellum, sensory cerebrum and hippocampus: possible implications for cognition, consciousness, intelligence and creativity. Progress in Neurobiology 64 (2001) 1–33

Rodney dice: “…la cognizione è inestricabilmente collegata al movimento, sia in forma visibile che nascosta”

Concetto ribadito nel libro di Leonard F. Koziol e Deborah Ely Budding (2009) Subcortical Structures and Cognition dove dicono che “La cognizione è realmente solo un’estensione del sistema motorio”

“È il momento corretto per considerare il movimento da un nuovo punto di vista nella teoria dell’educazione. Specialmente nell’infanzia noi abbiamo travisato la sua natura e varie idee sbagliate ce l’hanno fatto considerare come qualcosa di meno nobile di quanto in effetti sia. Come parte della vita scolastica, che da priorità all’intelletto, il ruolo del movimento è sempre stato tristemente negletto. Quando è stato invece accettato, è avvenuto solo sotto il titolo di 'esercizio', 'educazione fisica', o 'gioco'. Ma questo vuol dire ignorare la sua stretta connessione con lo sviluppo della mente” (1949)

E da dove viene questo? Da la mente assorbente.

l’effetto dell’ambiente.

Rosenzweig, M. R.; Krech, D.; Bennett, E. L.; Diamond, M. C. (1962). Effects of environmental complexity and training on brain chemistry and anatomy: A replication and extension. Journal of comparative and physiological psychology 55 (4): 429–437. doi:10.1037/h0041137

Questo studio fa vedere come in un ambiente impoverito di stimoli la corteccia celebrale si sviluppi poco.

A differenza di quello che accade in un ambiente pieno di stimoli.

Rosenzweig ha continuato il lavoro di Donald O. Hebb, che nel 1947, si accorse che i topi che portava a casa per far giocare i figli riuscivano meglio negli esperimenti in laboratorio quando li riportava indietro.

Ed è proprio l’ambiente che fa la differenza, non il fatto che i topi siano raggruppati.

Rosenzweig MR, Bennett EL, Hebert M, Morimoto H., Social grouping cannot account for cerebral effects of enriched environments. Brain Res. 1978 Sep 29;153(3):563-76.

van Praag H, Kempermann G, Gage FH., Neural consequences of environmental enrichment, Nat Rev Neurosci. 2000 Dec;1(3):191-8.

Un altro articolo sull’effetto dell’ambiente arricchito.

“In generale, gli animali «arricchiti» sono tenuti in larghe gabbie e in grandi gruppi con l’opportunità di avere interazioni sociali più complesse. L’ambiente è complesso e viene variato durante l’esperimento: tunnel, materiali per costruire un nido, giochi e (spesso) luoghi dove trovare cibo vengono variati frequentemente. Inoltre gli animali hanno spesso l’opportunità di fare attività fisica volontaria sulle ruote.”

Ed ecco i tre esempi di ambiente offerti ai topi di quest'ultimo esperimento.

Gli effetti dell’ambiente arricchito sono vari e riguardano un’ampia gamma di effetti.

Parlando di un altro esperimento fatto con persone umane, questo consisteva nel giocare a Tetris. Certo, man mano che passano i giorni si diventa più esperti. Ma quello che è interessante è come varia il consumo di glucosio nel cervello all’inizio dell’esperimento e dopo 50 giorni di esercizio.

Haier RJ, Siegel BV Jr, MacLachlan A, Soderling E, Lottenberg S, Buchsbaum MS., Regional glucose metabolic changes after learning a complex visuospatial/motor task: a positron emission tomographic study. Brain Res. 1992 Jan 20;570(1-2):134-43.

L'ipotesi degli autori è che man mano si diventa più bravi nel gioco, le aree meno utili vengono usate meno per risparmiare risorse.

Ai bambini non serve istruzione per utilizzare gli strumenti messi a disposizione. Questo articolo racconta di come dei bambini etiopi dopo 5 mesi sono riusciti ad hackerare i One Laptop Per Child (OLPC) senza istruzione.

“Abbiamo lasciato le scatole nel villaggio. Chiuse. Chiuse con il nastro adesivo. Nessuna istruzione, nessun essere umano. Ho pensato, i bambini potranno giocare con le scatole! Nel giro di quattro minuti, un ragazzo non solo ha aperto la scatola, ma ha trovato l’interruttore di accensione. Non aveva mai visto un interruttore di accensione. Lo ha acceso. Entro cinque giorni, stavano utilizzando 47 applicazioni per bambino al giorno.”

“Entro due settimane, cantavano nel villaggio la canzone dell’ABC [in inglese]. Ed entro cinque mesi, avevano violato Android. Qualche idiota nella nostra organizzazione o nel Media Lab aveva disabilitato la fotocamera! E hanno capito che aveva una fotocamera, e hanno modificato Android.”

Steve ha parlato a lungo delle Executive Functions (EF), quelle funzioni celebrali che ci aiutano ad affrontare nuovi compiti. Esse sono:

  1. La memoria di lavoro
  2. Le funzioni di inibizione
  3. La flessibilità cognitiva

Ci sono varie attività montessoriane che stimolano lo sviluppo delle funzioni esecutive. Per esempio:

…e molte altre

Lo sviluppo delle EF è un indicatore molto affidabile dei futuri successi, che verranno chiamati: leadership, imprenditorialità e così via.

Sulla Harvard Business Review è uscito un articolo intitolato “Come pensano gli innovatori”.

In un passaggio dice: “Noi crediamo anche che gli imprenditori più innovativi siano stati molto fortunati ad essere stati cresciuti in un’atmosfera dove il porre domande era incoraggiato. Siamo stati colpiti dalle storie che raccontano riguardo all’essere stati sostenuti da gente a cui importava la sperimentazione e l’esplorazione…”

“Un certo numero di imprenditori innovativi hanno anche frequentato scuole Montessori, dove hanno imparato a seguire la loro curiosità”

Non poteva mancare il riferimento all’articolo del Wall Street Journal “The Montessori Mafia” che dice “…l’approccio educativo Montessori potrebbe essere la via più sicura per far parte della elite creativa, che è così super rappresentata da ex alunni di queste scuole da far sospettare la presenza di una Mafia Montessori: i fondatori di Google Larry Page e Sergei Brin, Jeff Bezos di Amazon, il pioniere dei videogames Will Wright, e il fondatore di Wikipedia Jimmy Wales, senza dimenticare Julia Child e il rapper Sean "P.Diddy" Combs.

E cosa hanno portato i test standardizzati della scuola tradizionale? In USA c'è una crisi di creatività tremenda. Sono lontani i tempi in cui la California era la patria della creatività. Questo articolo del 2010 fa vedere come la creatività viene man mano spinta via dalle scuole e dalla mente dei bambini. Terribile l’aneddoto che viene raccontato nell’articolo:

“Quando docenti di una importante università cinese hanno chiesto … di individuare le tendenze americane in materia di istruzione, questi ha descritto la nostra attenzione sui curriculum standardizzati, sulla memorizzazione meccanica, e sui test nazionalizzati. Dopo che la mia risposta è stata tradotta, hanno iniziato a ridere. Hanno detto, «State correndo verso il nostro vecchio modello. Ma noi stiamo correndo verso il vostro modello, il più velocemente possibile».”

Diamond, A. (2010). The evidence base for improving school outcomes by addressing the whole child and by addressing skills and attitudes, not just content. Early Education and Development, 21, 780-793.

Dal sommario dell’articolo:

“Se vogliamo migliori risultati accademici, il percorso più efficiente e conveniente per raggiungerli è, contro-intuitivamente, non concentrarsi strettamente sulla parte accademica, ma aiutare lo sviluppo sociale, emotivo e fisico dei bambini. Analogamente, il migliore e più efficiente percorso per la salute fisica è affrontando gli aspetti emotivi, sociali, e il benessere cognitivo. Il benessere emotivo, allo stesso modo, dipende criticamente da quello sociale, cognitivo, e dal benessere fisico.”

“Tutto si riduce all’importanza delle azioni per l’apprendimento e la fondamentale interrelazione delle diverse parti dell’essere umano (nelle sue parti sociali, emotive, cognitive, e fisiche) e di tutti gli esseri umani l’uno all’altro. La realizzazione accademica, le competenze socio-emotive, e la salute fisica e mentale sono fondamentalmente e multiformemente interrelate. Il modo migliore e più efficace per promuovere uno qualsiasi di questi (come i risultati accademici) è di promuoverli tutti.”