Una scienziata che ha esplorato la mente del bambino osservandolo, non anteponendo una teoria e poi costringendovi dentro i fatti. No, ha osservato, sperimentato con i bambini meditando su ciò che vedeva e solo allora traeva delle conclusioni. È così che, nella prima Casa dei Bambini inaugurata nel gennaio 1907 nel quartiere S. Lorenzo di Roma, scoprì le potenzialità sconosciute dei più piccoli, il loro piacere di esplorare e di ripetere concentrandosi, il desiderio di fare da soli. Per tutto questo oggi sarà la mia guida nell’esplorazione delle potenzialità del cervello nell’infanzia.
Innanzitutto togliamoci dalla testa l’idea che il bambino sia solo un adulto in miniatura. Già gli studi di Piaget, e ancor di più le osservazioni di Maria Montessori, hanno dimostrato che la differenza tra il pensiero del bambino e quello dell’adulto è di tipo qualitativo: il bambino, infatti, non usa la mente come un adulto ma di meno, la usa con modalità sue proprie. Per esempio …
Un’intuizione che oggi trova conferma nel lavoro di psicologi infantili come Alison Gopnik. E pensare che la Dottoressa Montessori c’era arrivata più di cento anni fa!
Ma com’è la testa di un bambino? Racconta la Gopnik nella conferenza TED2011: “Beh, se vogliamo pensare a un modo per farci un’idea, come adulti, della coscienza di un bambino, credo che la cosa migliore da fare sia pensare a casi in cui ci troviamo in una nuova situazione mai vista prima: quando ci innamoriamo di qualcuno, quando siamo in una nuova città per la prima volta. Allora quello che succede non è che la nostra coscienza si contrae, ma anzi si espande, in modo che quei tre giorni a Parigi sembrano molto più pieni di consapevolezza ed esperienza di tutti i mesi trascorsi a camminare, parlare, presenziare alle riunioni come zombie e tornare a casa. A proposito, quel caffè, quel meraviglioso caffè che bevete al piano di sotto, in realtà simula l’effetto dei neurotrasmettitori nei bambini. …
Perché, a ben guardare, i bambini hanno già tutte le abilità necessarie per essere scienziati geniali: immaginazione, curiosità, perseveranza, adattabilità, passione. E poi i bambini fanno domande. I bambini non conoscono la parola “impossibile”. I bambini non hanno paura di esplorare e magari fallire. I bambini non hanno paura di sbagliare. Insomma, li possiamo definire il dipartimento “Ricerca e Sviluppo” della specie umana. In questo film, il bambino formula cinque ipotesi in due minuti su come mettere gli oggetti su quelle scatole per farle accendere, molto più di un adulto nello stesso compito.
… in questo breve filmato dove si vede come un cucciolo d’uomo, cui piace il lecca-lecca rosso, messo di fronte a due contenitori, uno con più lecca-lecca rossi e l’altro con più neri, deduce che quello estratto dal primo contenitore è più probabilmente rosso e lì si dirige sicuro.
Vedere questi piccoli scienziati mi spinge a chiedermi perché sia così difficile trovare queste caratteristiche negli adulti, ma di questo parleremo più avanti.
Questo processo termina dopo aver eliminato, in maniera dipendente dalle esperienze vissute, il 40% delle sinapsi e si conclude alla fine dell’adolescenza. Nei lobi parietali, un’area preposta al controllo delle emozioni, la crescita di materia grigia, invece, continua fino a 16 anni, e solo dopo inizia l’opera di eliminazione dei circuiti inutilizzati. Semplificando, possiamo quindi affermare che le esperienze che si fanno prima dei tre anni — periodo che l’UNICEF chiama i mille giorni d’oro — rimangono, dopo è troppo tardi per nuove esperienze significative. Questo processo non avviene in maniera uniforme in tutte le aree della corteccia. Lo stesso vale per l’altro importante processo di maturazione del cervello: la mielinizzazione delle fibre nervose.

Il filmato che vedete qui mostra un cervello fra i 4 e i 21 anni d’età colorato secondo la percentuale di materia grigia presente, dove il blu indica le aree mature. Si vede subito che la maturazione non è uniforme. Questa termina a 16–17 anni per le ragazze e 18 per i ragazzi, ma si può dire completata solo attorno ai 20–25 anni d’età. Attenzione, questo non significa che il cervello da quel momento in poi sarà immutabile. Abbiamo, per fortuna, un cervello plastico che si adatta e apprende.
Solo una piccola parentesi riguardo agli adolescenti. Le aree dedicate alle emozioni, in primo luogo l’amigdala e l’area dedicata al controllo, la corteccia prefrontale, maturano in tempi diversi. Questo sfasamento porta durante l’adolescenza a una possibile iper-sensibilità del sistema preposto alla gestione delle emozioni, mentre il sistema di controllo, la corteccia prefrontale, è in ritardo. Oltre a un aumento dell’assunzione di rischi e a una iper-emotività, c’è un’altra conseguenza inaspettata: gli adolescenti possono essere molto creativi perché non è ancora del tutto attivo il loro censore interno.

Ritorniamo ai nostri frugolini. I neuroscienziati spiegano che i gesti e l’esperienza fanno biologia, cioè modificano la materia. Misurano un’area cerebrale e questa è modificata dall’esperienza, cosa che non accade più se non nell’infanzia. Quindi l’infanzia è un’opportunità, è una finestra critica; non sono solo bambini, sono un potenziale enorme.
Per esempio, come imparano a parlare? Semplicemente perché sono immersi in un ambiente di parole della loro lingua e il loro cervello è una spugna che assorbe. Guardate qui, spesso hanno gli occhi puntati sulla bocca di chi parla per cercare di imitarne il movimento. Questa potenzialità a conquistare il linguaggio è disponibile a incarnare qualunque linguaggio. Proprio perché nasce incompleto, cioè plastico, il bambino costruisce la sua lingua e modifica gli apparati a seconda di dove è, di qual è il suo ambiente (inglese, arabo, ecc.). I primi quaranta giorni sono preziosi proprio per tutto questo lavoro. Mentre a sei anni il bambino ha meno interesse per il linguaggio perché il periodo sensitivo è esaurito, ma deve imparare, è sollecitato a imparare dai familiari, da altri che scrivono e quindi dall’ambiente. L’interesse, però, non parte dal suo interno e perciò è meno efficace.
Invece, l’educazione viene da dentro. “Insomma, il bambino ha in sé un maestro scrupoloso e assai esigente, che osserva persino una vera e propria tabella di marcia” (Educazione per un mondo nuovo, p. 13) che lo orienta verso attività ed esperienze capaci di fargli acquisire quanto necessario per crescere. La scienziata Maria Montessori rimarcava questo fatto importante: “L’osservazione scientifica ha inoltre stabilito che […] l’educazione è un processo naturale che si svolge spontaneamente nell’individuo e si acquisisce non ascoltando le parole degli altri, ma mediante l’esperienza diretta del mondo circostante.” (Educazione per un mondo nuovo, pp. 13–14). Questo, a mio avviso, basterebbe per descrivere e dimostrare tutte le potenzialità della mente infantile e che cosa bisogna fare per farle fiorire.
… che il cervello non ha fatto in tempo a evolvere per adattarsi ai ritmi e alle esigenze del mondo tecnologico. Se teniamo presente che il primo personal computer prodotto su scala industriale — l’Apple II — è del 1977, il primo sito web viene creato nel 1991, mentre il primo iPhone viene presentato a metà 2007, è evidente che in questo lasso di tempo si evolvono solo i batteri. Andando indietro nel tempo, non possiamo negare che anche l’invenzione della scrittura in Mesopotamia sia recente, poiché risale a poco più di cinquemila anni fa.
Per imparare a leggere, come per usare uno strumento tecnologico, il cervello umano non ha evoluto nuovi circuiti, non ne ha avuto il tempo, ma ha dovuto e ancora oggi ogni volta deve — daccapo — creare sofisticati collegamenti tra strutture neuronali in origine preposte ad altri più basilari processi, come la vista e la comprensione della lingua parlata.
Einstein scrisse: “L’immaginazione è più importante della conoscenza, perché la conoscenza è limitata, mentre l’immaginazione abbraccia il mondo intero, stimolando il progresso, dando vita all’evoluzione” (On Cosmic Religion, p. 49). Per questo, soprattutto in un bambino, l’immaginazione è addirittura più importante della conoscenza che in lui è ancora allo stato embrionale. Anche gli scienziati dovrebbero ragionare così, se non altro perché la conoscenza non sempre li porta a “salire sulle spalle dei giganti”, come si scherniva Newton, ma li intrappola a ripercorrere strade già battute da altri.

Chiudiamo con un esempio ancora più incredibile delle potenzialità del bambino, di ogni bambino.
C’è un progetto chiamato One Laptop per Child che produce laptop robusti e facili da usare e li distribuisce nelle aree disagiate della terra per dare una possibilità in più di istruzione ai bambini. Uno dei componenti del progetto racconta che in Etiopia “abbiamo lasciato le scatole nel villaggio. Chiuse. Chiuse con il nastro adesivo. Nessuna istruzione, nessun essere umano. Ho pensato: i bambini potranno giocare con le scatole! Nel giro di quattro minuti, un bambino non solo ha aperto la scatola, ma ha trovato l’interruttore di accensione. Non aveva mai visto un interruttore di accensione. Lo ha acceso. Entro cinque giorni, stavano utilizzando 47 applicazioni per bambino al giorno. Nel giro di due settimane cantavano la canzone dell’ABC nel villaggio e in cinque mesi avevano hackerato Android. Qualche idiota nella nostra organizzazione o nel Media Lab aveva disabilitato la videocamera, hanno capito che c’era una videocamera e hanno hackerato Android” (David Talbot, Given Tablets but No Teachers, Ethiopian Children Teach Themselves).
Un altro problema della scuola, ma anche dei genitori, è che usiamo troppe parole con i bambini. Montessori se ne era accorta: “Vi è un altro fatto interessante: i bambini non possono concentrare l’attenzione sulle parole, mentre è loro molto facile concentrarla su un oggetto” (Educazione e pace, p. 122). Questa logorrea educativa blocca le capacità dei bambini. Nella stessa conferenza faceva infatti notare: “Nei miei due recenti libri: Psico-aritmetica e Psico-geometria, io descrivo fatti avvenuti a bambini di 7 anni di età: essi potevano fare esercizi di aritmetica avanzata, di algebra, esercizi che si fanno generalmente nelle scuole secondarie; questo perché le difficoltà che si incontrano in matematica e in geometria sono veramente tali quando vengono spiegate a voce. Ma esse possono venir appianate se ci si serve di un materiale che dia forma concreta alle astrazioni matematiche” (Educazione e pace, p. 124).
Non è solo la scuola. Siamo noi adulti che non facciamo che sottrarre continuamente qualcosa al potenziale di partenza che hanno i bambini. Amaramente Montessori notava che: “Il bambino non può espandersi come deve avvenire in un essere in via di sviluppo. E ciò perché l’adulto lo reprime” (Il segreto dell’infanzia, p. 11). Frasi come “Non sei capace, lascia fare a me” oppure “Faccio io, che siamo in ritardo” vanno in questa direzione. In realtà, basterebbe sottrarre il piccolo al condizionamento dell’adulto, alle inibizioni delle sue esigenze, perché si riveli la sua vera natura, ricca di potenzialità insospettate, di impegno, di concentrazione, di disciplina spontanea e di energia creativa.
Spesso noi adulti ci gettiamo nella relazione con i bambini a capofitto, credendo di aver già tutte le risposte, lasciandoci guidare da pregiudizi o dal sentito dire. Lo ripeto perché è importante. Impariamo prima di tutto a osservare e poi a guidare i nostri bambini senza sostituirci a loro. Solo così renderemo possibile il formarsi di quella forte personalità che li preparerà al futuro, qualunque esso sia.
Ho già citato Maria Montessori che scriveva: “Lo sviluppo del bambino ha le sue leggi e se noi vogliamo aiutarlo a crescere, dobbiamo seguirlo invece di imporci a lui”.
Questo è il compito entusiasmante che ci attende.
| Centro Svizzero di Calcolo Scientifico (CSCS) | www.cscs.ch |
| Alison Gopnik: “What do babies think?”, TEDGlobal 2011 | www.ted.com/talks/alison_gopnik_what_do_babies_think |
| Paolo Crepet: Benvenuti in Italia, un Paese di pedofobi | www.linkiesta.it/it/article/2016/01/26/benvenuti-in-italia-un-paese-di-pedofobi/29025 |
| James R. Flynn, Massive IQ gains in 14 nations: What IQ tests really measure, Psychological Bulletin, vol. 101, n. 2, 1987, pp. 171--191. | DOI: 10.1037/0033-2909.101.2.171 |
| Thomas W. Teasdale, David R. Owen, Secular declines in cognitive test scores: A reversal of the Flynn Effect, Intelligence, vol. 36, n. 2, 2008, pp. 121--126. | DOI: 10.1016/j.intell.2007.01.007 |
| Kyung Hee Kim, The Creativity Crisis: The Decrease in Creative Thinking Scores on the Torrance Tests of Creative Thinking, Creativity Research Journal, vol. 23, n. 4, 2011, pp. 285--295. | DOI: 10.1080/10400419.2011.627805 |
| Alvaro Pascual-Leone, et al., Modulation of muscle responses evoked by transcranial magnetic stimulation during the acquisition of new fine motor skills, Journal of Neurophysiology, vol. 74, n. 3, 1995, pp. 1037–1045 | DOI: 10.1152/jn.1995.74.3.1037 |
| PR Huttenlocher, Synaptic density in human frontal cortex – developmental changes and effects of aging, Brain Research, volume 163, (1979), pp. 195-205 | DOI: 10.1016/0006-8993(79)90349-4 |
| Sara L. Bengtsson et al., Extensive piano practicing has regionally specific effects on white matter development, Nat Neurosci. 2005 Sep; 8(9):1148-50, DOI: 10.1038/nn1516 | www.nature.com/neuro/journal/v8/n9/full/nn1516.html |
| Anne-Dominique Gindrat et al., Use-Dependent Cortical Processing from Fingertips in Touchscreen Phone Users, Current Biology, vol. 25, n. 1, December 2014, pp. 109–116 | DOI: 10.1016/j.cub.2014.11.026 |
| Bratsberg, Bernt and Rogeberg, Ole, Flynn effect and its reversal are both environmentally caused, Proceedings of the National Academy of Sciences Jun 2018, 115 (26) 6674-6678; | DOI: 10.1073/pnas.1718793115 |
| Tiziana Metitieri, “Una selezione di grandi miti sullo sviluppo del bambino”, 2015 | neuropsicolab.blogspot.ch/2015/05/una-selezione-di-grandi-miti-sullo.html |
| Progetto One Laptop per Child | one.laptop.org |
| David Talbot, Given Tablets but No Teachers, Ethiopian Children Teach Themselves, MIT Technology Review, Oct. 29, 2012 | www.technologyreview.com/s/506466/given-tablets-but-no-teachers-ethiopian-children-teach-themselves/ |
| George Land, “The Failure Of Success”, TEDxTucson 2011 | www.youtube.com/watch?v=ZfKMq-rYtnc |
| Sir Ken Robinson, “Do schools kill creativity?”, TED2006 | www.ted.com/talks/ken_robinson_says_schools_kill_creativity |
| Nitin Gogtay, et al. Dynamic mapping of human cortical development during childhood through early adulthood, PNAS 2004 101 (21) 8174-8179 | DOI: 10.1073/pnas.0402680101 |
| Alison Gopnik, “Tuo figlio è un genio”, Baldini&Castoldi (2000) [è la nuova edizione italiana di “Lo scienziato nella culla”] | www.amazon.it/Tuo-figlio-genio-Alison-Gopnik/dp/8880898027 |
| Maria Montessori, “Manuale di Pedagogia Scientifica”, Alberto Morano editore (1935) | www.amazon.it/Manuale-pedagogia-scientifica-Maria-Montessori/dp/B07HN9MD7B |
| Maria Montessori, “Educazione per un mondo nuovo”, Garzanti (2000) | www.amazon.it/Educazione-mondo-nuovo-Maria-Montessori/dp/8811674743 |
| Maria Montessori, “Il segreto dell’infanzia”, Garzanti (2017) | www.amazon.it/segreto-dellinfanzia-Maria-Montessori/dp/8811673879 |
| Maria Montessori, “Educazione e pace”, Opera Nazionale Montessori (2004) | www.operanazionalemontessori.it/editoria/catalogo-e-acquisti/libri-e-riviste/educazione-e-pace-detail |
| Maria Montessori, “La mente del bambino. Mente assorbente”, Garzanti (1999) | www.amazon.it/mente-del-bambino-Mente-assorbente/dp/8811675022 |
| Maria Montessori, “Dall’infanzia all’adolescenza”, FrancoAngeli (2009) | www.amazon.it/Dallinfanzia-alladolescenza-Maria-Montessori/dp/8856807742 |
| Bruno Munari, “Fantasia. Invenzione, creatività e immaginazione nelle comunicazioni visive”, Laterza (2017) | www.amazon.it/Fantasia-Invenzione-creativit%C3%A0-immaginazione-comunicazioni/dp/8842011975 |
| James Gleick, “Genio: La vita e la scienza di Richard Feynman”, Garzanti (1994) | www.amazon.it/Genio-vita-scienza-Richard-Feynman/dp/8811674565 |
| Stephen Kosslyn, “Le immagini della mente”, Giunti Editore (1999) | www.libreriauniversitaria.it/immagini-mente-creare-utilizzare-immagini/libro/9788809015852 |
| Mihály Csíkszentmihályi, “Flow: The Psychology of Optimal Experience”, Harper (2011) | www.amazon.it/Flow-Psychology-Optimal-Experience-Csikszentmihalyi/dp/0061339202 |
| Albert Einstein, “On Cosmic Religion And Other Opinions and Aphorisms”, Dover Publications (2009) | archive.org/details/EinsteinOnCosmicReligion |
| Bruno Murari, “Design e comunicazione visiva”, Laterza (2016) | www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788842043539 |
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